10 cose che l'industria alimentare non vorrebbe farti sapere sui cibi confezionati

I cibi confezionati di produzione industriale compromettono la nostra salute e ci espongono al rischio di carenze nutrizionali e di contrarre malattie croniche. All'interno del libro "The Body Ecology Diet: Recovering Your Health and Rebuilding Your Immunity", l'esperta di alimentazione Donna Gates spiega i dieci motivi per cui i cibi confezionati rischiano di rovinare la nostra alimentazione e di compromettere la nostra salute. 


Ecco dieci buone ragioni per evitarli e per preferire alimenti davvero naturali, magari biologici, coltivati da noi o preparati in casa a partire da ingredienti sani.
1) Creano dipendenza
I cibi confezionati possono creare una vera e propria dipendenza. I processi industriali modificano o rimuovono importanti componenti contenuti negli alimenti usati come ingredienti, tra i quali troviamo acqua, fibre e sostanze nutritive. Ciò modifica il modo in cui il nostro organismo li digerisce e li assimila. A differenza degli alimenti naturali, che sono ricchi di tutti i componenti che ci permettono di sentirci sazi - proteine, grassi, carboidrati, fibre e acqua - i cibi industriali stimolano la dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa avvertire una sensazione di benessere soltanto quando li mangiamo. In questo modo nascono il continuo desiderio di cibo e, a lungo andare, una vera e propria dipendenza.
2) Portano all'obesità
I cibi industriali contengono additivi che sono stati correlati all'insorgere dell'obesità. Tra di essi troviamo il glutammato monosodico, lo sciroppo di glucosio-fruttosio derivato dal mais e i dolcificanti artificiali. Inoltre, i carboidrati raffinati presenti in vari prodotti, come cereali per la colazione e merendine, provocano un innalzamento rapido della glicemia e possono creare scompensi nell'organismo, fino all'insulino-resistenza, che come disturbo cronico può provocare un aumento di peso.
3) Inducono ad una dieta sbilanciata
Consumare cibi industriali potrebbe causare carenze nutrizionali. I prodotti confezionati sono spesso troppo ricchi di grassi e zuccheri raffinati, e poveri di vitamine e sali minerali. A parere di esperti come il dottor Wayne Pickering, il consumo di cibi industriali non ci permette di rispettare le combinazioni alimentari più corrette. In alcuni casi ciò può provocare disturbi della digestione, formazione di microrganismi patogeni nell'intestino e acidificazione dell'organismo.
4) Scompensano la flora intestinale
I microrganismi presenti nell'apparato digerente formano un vero e proprio ecosistema interno che influenza numerosi aspetti della nostra salute. I cibi industriali distruggono l'equilibrio di questo sistema, compromettendo la flora intestinale benefica e portando a problemi digestivi, fame improvvisa e malattie croniche. I microrganismi benefici della flora intestinale sopravvivono grazie a cibi integrali e naturali.
5) Compromettono umore e memoria
Sbalzi d'umore, problemi di memoria e persino alcuni casi di depressione possono essere dovuti ad un alimentazione scorretta basata sui cibi industriali. La maggiore concentrazione di serotonina, che è coinvolta nel controllo dell'umore e nella depressione, si troverebbe nel nostro intestino, non nel cervello. Ormai dovremmo sapere bene che proprio l'intestino è il nostro secondo cervello e che i due organi lavorano in sinergia. Ecco perché la salute intestinale può avere una profonda influenza sullo stato mentale, e viceversa. Mangiare i cibi sbagliati può compromettere le funzioni intestinali ed essere dannoso per il cervello, con un evidente impatto sull'umore, sulla salute psicologica e sul comportamento.
6) Spingono a mangiare di fretta e di più
I prodotti confezionati sono considerati comodi perché sono subito pronti e rapidi da consumare quando siamo di fretta. Mangiare di corsa non è però una buona abitudine. Non ci permette di assaporare il cibo e ci porta a perdere il controllo dei segnali naturali che il nostro organismo ci invia, ad esempio per quanto riguarda la sazietà. Così si presenta la tendenza a mangiare di più e ad accumulare peso, per via della sensazione di essere sempre affamati.
7) Hanno etichette fuorvianti
Un alimento confezionato può essere etichettato come "naturale" o "senza zucchero" ma ciò potrebbe non corrispondere a verità o comunque non essere sufficiente a considerarlo davvero salutare. Un prodotto che viene pubblicizzato come naturale - di per sé una definizione "vuota" per quanto riguarda i cibi confezionati - potrebbe comunque contenere ingredienti artificiali, conservanti, dolcificati industriali e residui di pesticidi. E' bene controllare sempre con attenzione l'elenco completo degli ingredienti sulle confezioni.
8) Le carni lavorate e conservate sono cancerogene
Per carni lavorate e conservate intendiamo quei prodotti a base di carne ottenuti mediante lavorazioni complesse che prevedono l'aggiunta di sale, additivi chimici, conservanti, coloranti, grassi e aromi artificiali. Possono includere hamburger, wurstel, salsicce, hot dog e alcune tipologie di insaccati. Tra gli ingredienti più problematici che vengono impiegati per la loro preparazione troviamo i nitrati, sostanze che sono state correlate al rischio di cancro.
9) Incrementano il rischio di infertilità e malnutrizione
I cibi industriali sono privi della maggior parte degli elementi nutritivi di cui il nostro organismo ha bisogno. Una dieta molto carente, nel giro di sole tre generazioni, può portare all'infertilità, in problema che è apparso in crescita proprio negli ultimi anni, con il peggioramento delle scelte alimentari della popolazione. Inoltre, secondo uno studio condotto di recente dall'Università di Harvard, il consumo di carni conservate peggiora la qualità dello sperma.
10) Accorciano la vita
I prodotti industriali hanno una lunga vita sugli scaffali dei supermercati, per via dei loro ampi margini di scadenza, ma rischiano di accorciare la nostra, a causa del terribile cocktail di conservanti e additivi chimici che contengono. Purtroppo, l'industria alimentare investe ingenti somme di denaro per migliorare le confezioni dei prodotti e renderli accattivanti, oltre che per formulare ricette che permettano di prolungarne la durata, senza prendere in considerazione realmente il loro impatto sulla nostra salute.


Marta Albè


Fonte: greenme.it 




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