La vitamina D è il potente antibiotico naturale dimenticato

La vitamina D potrebbe essere il potente antibiotico dimenticato. Recenti studi dimostrano che la vitamina D stimola la produzione nell’organismo di potenti peptidi antimicrobici in numerose cellule del corpo umano dove direttamente e rapidamente distruggono le pareti cellulari dei virus e batteri, compresa la tubercolosi e le infezioni croniche come polmonite, cistite, ecc.


Sapevamo già da tempo che la vitamina D è importante per il nostro sistema immunitario dato che influenza circa 3000 dei 25000 geni che abbiamo e giocando un ruolo critico nella risposta immunitaria. Ma ora gli scienziati hanno scoperto che la vitamina D ha un ruolo importante come antibiotico naturale non solo con azione di prevenzione ma di trattamento e cura di praticamente ogni tipo di infezioni.
La vitamina D è un vaccino naturale

In uno studio i ricercatori hanno fatto assumere ai bambini 1.200 UI al giorno di vitamina D3. La dose è bassa dato che di solito ai bambini si consiglia 4.000 UI al giorno. Tuttavia i risultati sono stati enormi anche solo a quel dosaggio: i bambini hanno ridotto il loro rischio di influenza del 58%. Un effetto 8 volte maggiore rispetto a quello che si ottiene con i vaccini!


Come mai il tuo medico non l’hai mai consigliata? Le risposte sono due: 1) i medici non sono aggiornati sulle scoperte avvenute negli ultimi anni sui grandi benefici della vitamina D. 2) Le case farmaceutiche con i loro “informatori scientifici” non hanno alcun interesse nel promuovere ai medici integratori di vitamina D che sono troppo economici e convenienti rispetto ai costosi vaccini che paghiamo a caro prezzo con le nostre tasse.
La vitamina D combatte ogni tipo di infezione

La vitamina D è coinvolta nella produzione di defensine e catelicidina e altri 200 peptidi antimicrobici che forniscono una difesa naturale contro potenziali patogeni e indispensabili nella lotta contro un vasto numero di infezioni. L’integrazione di vitamina D aumenta la produzione catelicidina mentre bassi livelli di vitamina D sono associati ad un aumento dell’incidenza di ogni tipo di infezioni.


La recente scoperta che la vitamina D regola l’espressione del gene della catelicidina, potente peptide antimicrobico, ha generato un rinnovato interesse per l’utilizzo di vitamina D per combattere le malattie infettive. Gli studi degli ultimi 30 anni hanno identificato numerosi meccanismi per gli effetti antibiotici della vitamina D negli esseri umani. Inoltre, storicamente, integrazioni di vitamina D hanno dimostrato efficacia nel trattamento di malattie infettive come il lupus volgare e la tubercolosi polmonare, con una potente azione sulle malattie infettive cutanee e polmonari in genere.

Il miglioramento dei pazienti con lupus vulgaris con la terapia molto alte dosi di vitamina D ha avuto un impatto abbastanza sorprendente nella comunità scientifica. Studi più recenti con la tubercolosi polmonare hanno utilizzato dosi molto più basse di vitamina D in combinazione con le attuali terapie antibiotiche ed i risultati sono stati misti. Abbiamo infatti sottolineato in un precedente articolo come il dosaggio di vitamina D deve essere alto per avere effetti terapeutici, e questo non comporta effetti collaterali se si monitorano gli opportuni parametri sotto la guida di un medico esperto nel trattamento con vitamina D.


Studi sulle altre infezioni suggeriscono che i livelli adeguati di vitamina D o di integrazione con vitamina D possono essere molto importanti nella riduzione delle infezioni delle vie respiratorie e delle infezioni vaginali.

Inoltre la catelicidina è efficace nel combattere tutte le infezioni in qualunque stadio si trovino, uccidendo i microbi ed eliminando il biofilm prodotto dai batteri patogeni per proliferare e resistere all’azione degli antibiotici. Inoltre la catelicidina favorisce il reclutamento di altre cellule immunitarie e la migrazione delle cellule epiteliali necessarie nella guarigione delle ferite, accelerando così notevolmente la guarigione.

Lista di patologie che sono legate alla carenza di vitamina D e che migliorano con la sua integrazione

Infezioni respiratorie
acute
Anafilassi
Anemia
Ansia
Artrite
Asma
Aterosclerosi
Autismo
Malattie Autoimmuni
Disordine
Bipolare
Danni cerebrali
Densità del tessuto mammario
Fatica Cronica
Dolore Cronico
Abilità Cognitive
Raffreddori
Craniotabe
Livelli della proteina C-reattiva
Morbo di Crohn
Fibrosi cistica
Carie Dentaria
e problemi periododontali
Depressione
Diabete
Dislessia
Eczema
Epilessia
Cadute
Fibromialgia
Infuenza
Fratture
Mal di testa
Perdita dell’udito
Malattie cardiache
Colesterolo alto
HIV/AIDS
Ipertensione
Disfunzioni del sistema immunitario
Infertilità
Infiammazioni
Malattie intestinali infiammatorie
Insonnia
Claudicatio
intermittens
Patologie renali
Leprosi
Leucemia
Dolori alla schiena (lombalgia)
Basso peso alla nascita
Lupus
Degenerazione maculare
Melanoma
Meningite
(batterica)
Sindrome Metabolica

Emicranie
Sclerosi Multipla
Bassa forza muscolare
Mieloma
Miopatie
Miopia
Fascite necrotizzante
Neuroblastoma
Neuropatie
Dolori muscolari aspecifici
Fattori di rischio ospedalieri
Obesità
Osteomalacia
Osteoporosi
Parassitosi
Morbo di Parkinson
Malattie delle arterie periferiche
Polmonite
Sindrome dell’ovaio policistico
Pre-eclampsia
Psoriasi
Retinoblastoma
Ricketsiosi
Schizofrenia
Disturbi affettivi stagionali (SAD)
Sepsi e setticemia
Ictus
Tubercolosi
Quanta vitamina D assumere

Il dosaggio della vitamina D è un tema controverso perché sono stati fatti molti studi scientifici a diversi dosaggi e quindi si è generata molta confusione sull’argomento tanto che spesso si consigliano dosaggio così bassi che è difficile avere una risposta terapeutica adeguata. Ho descritto la questione in dettaglio nell’articolo molto esaustivo

In sintesi possiamo dire che in generale la dose è di circa 4.000 UI al giorno nei bambini ma se vogliamo essere precisi il dosaggio ideale è di 1 goccia di Dibase (250UI) ogni 2kg di peso) e 10.000UI al giorno negli adulti.

L’integratore consigliato è il Dibase acquistabile in farmacia per soli 7€ oppure gratuitamente attraverso la prescrizione del proprio medico di famiglia dato che è un integratore mutuabile.

Per conoscere se si è carenti o meno di vitamina D si possono fare delle semplici analisi del sangue che monitorano il valore 25(OH)D e deve essere ad un minimo di 30 ng/ml. Considera che l’80% della popolazione è carente di vitamina D a causa della vita sedentaria e l’uso delle creme solari in estate (bastano 20 minuti al giorno di sole in tutto il corpo per avere la dose giornaliera, quindi poi si può usare la crema se si vuole stare di più nelle ore centrali). Ci sono inoltre delle condizioni che permettono già di capire se si è carenti o meno come spiegato nell’articolo

Riferimenti
– Bartley J. Vitamin D, innate immunity and upper respiratory tract infection. J Laryngol Otol. 2010 May;124(5):465-9.
– Feindt E, Ströder J. Studies on the antimicrobial effect of vitamin D. Klin Wochenschr. 1977 May 15;55(10):507-8.
– Guo C, Gombart AF. The antibiotic effects of vitamin D. Endocr Metab Immune Disord Drug Targets. 2014;14(4):255-66.
– Liu PT, et al. Toll-like receptor triggering of a vitamin D-mediated human antimicrobial response. Science. 2006 Mar 24;311(5768):1770-3.
– Hayes CE et al. The immunological functions of the vitamin D endocrine system. Cell Mol Biol (Noisy-le-grand). 2003 Mar;49(2):277-300.
– Wang TT et al. Cutting edge: 1,25-dihydroxyvitamin D3 is a direct inducer of antimicrobial peptide gene expression. J Immunol. 2004 Sep 1;173(5):2909-12.
– Gombart AF et al. Human cathelicidin antimicrobial peptide (CAMP) gene is a direct target of the vitamin D receptor and is strongly up-regulated in myeloid cells by 1,25-dihydroxyvitamin D3. FASEB J. 2005 Jul;19(9):1067-77.



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